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La creatività dei bambini

 

3 modi per liberarla.

Un bambino creativo è un bambino vitale e curioso, è un bambino che si esprime, libero di essere se stesso perché ha fiducia in sé e nel mondo.

Tutti noi siamo creativi per nostra stessa natura. Siamo nati con questa spinta che ci permette di esprimerci liberamente utilizzando tutto quello che abbiamo a disposizione: il corpo, la voce, le mani, gli oggetti.

Propongo 3 permessi che possiamo dare ai bambini per far sì che si sentano accettati per quello che sono nella propria creatività.

1- Il permesso di essere impreciso: se permettiamo al bambino di essere impreciso vuol dire che gli trasmettiamo il messaggio “puoi fare le cose a modo tuo”.

2- Il permesso di non competere: se permettiamo al bambino di non competere può imparare a impegnarsi e a essere soddisfatto di sé qualunque sia il risultato.

3- Il permesso di annoiarsi: se permettiamo al bambino di annoiarsi e di passare del tempo da solo grazie all’immaginazione e alla spinta creativa può imparare tanti modi per riempirlo. Un tempo vuoto è un tempo che stimola la creatività.

Succede spesso che i bambini ci invitino ad ammirare il frutto della loro creatività e fantasia, chiedendoci di farne parte e di giocare con loro usando anche la nostra immaginazione.
Lasciarsi trasportare nel loro mondo e dando valore alle loro creazioni trasmettiamo loro fiducia in quello che fanno e in quello che sono.

Possiamo provare a vedere i bambini come fossero dotati di ali: solo se gli permettiamo di esercitarsi possono imparare a volare.

G.R.

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Il coraggio di dire ciò che penso

 

Che cosa succede quando non abbiamo il coraggio di dire la nostra?

Prima di tutto non rispettiamo noi stessi.

Può darsi che non lo facciamo per non ferire, o perché per noi è più facile compiacere le scelte degli altri, oppure abbiamo paura di essere rifiutati, giudicati, o non ci sentiamo all’altezza di dire la nostra in quella situazione o, non ci viene in mente la cosa perfetta da dire…
e allora stiamo zitti.

Se siamo in coppia questo crea ulteriore disagio, perché la qualità della relazione con l’altro, dipende dalla qualità del rapporto che abbiamo con noi stessi.

Come possiamo farci rispettare dagli altri se siamo i primi a non rispettare noi stessi?

Se ci fidiamo di ciò che pensiamo, se ascoltiamo quello di cui abbiamo bisogno intimamente e gli diamo voce, questo creerà uno stato di equilibrio interiore che ci permetterà di affermarci.

Innanzitutto per esprimersi occorre ascoltarsi ed individuare i propri bisogni.

Due domande possono essere utili:

– Come mi sento?
– Che cosa desidero da questa situazione?
(Es: “mi sento a disagio, ora non voglio più continuare a discutere”)

Entrare in relazione con un altro descrivendo come stiamo e cosa vogliamo vuol dire rispettarci;
non esprimere quello che sentiamo porta invece alla rabbia, alla tristezza, alla demotivazione, alla tensione ed alla perdita di autostima.

I nostri bisogni sono legittimi per il semplice fatto che esistono.

E fare in modo che vengano rispettati è un dovere che abbiamo nei confronti di noi stessi.

 

B.R. – G.R.