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Combattere

 

Quando lo scontro diventa un incontro.

Se si pensa al combattimento e alla lotta si tende ad associarli ad immagini negative: la violenza, la guerra, le ferite.
Mettendo in secondo piano tutte le sfumature positive che hanno a che fare con la salute fisica e mentale.

L’aggressività non è infatti una caratteristica negativa e non è necessariamente legata alla fisicità: una mamma che agisce per proteggere il suo bambino, due atleti che si sfidano, la sana competizione sono esempi in cui l’aggressività, diretta e commisurata, può tornare utile.

In modo particolare è lo sport, soprattutto quello da contatto che ha saputo incanalare l’aggressività, anche quella più incalzante, in qualcosa di utile, costruttivo, rispettoso e disciplinato.

I vantaggi che si incontrano nel praticare uno sport come ad esempio la boxe o le arti marziali, sono molti, noi ne ricordiamo alcuni:

– permettono lo sfogo di normali stati di stress e frustrazione: quanto può essere gratificante e necessario prendere a pugni un sacco?

– sviluppano la fiducia nell’altro e il senso di gruppo e condivisione: si combatte da soli ma si può migliorare soprattutto grazie alla presenza degli altri che ci hanno insegnato, guidato, sostenuto e aiutato, proprio come nella vita

– educano alla consapevolezza che la nostra quotidianità potrebbe riservarci qualche duro colpo del tutto inatteso

– dimostrano che “quel colpo” lo si può incassare senza per questo mollare tutto e senza troppo soffrire, perché siamo ben più resistenti di quel che pensiamo

– educano anche al controllo delle emozioni e degli istinti, imponendo l’adeguamento di e il rispetto a regole chiare, semplici, non trattabili

– offrono uno splendido esempio di protezione verso sé stessi e gli altri, grazie all’uso di protezioni e di accorgimenti che riducono al minimo la possibilità di incidenti gravi

– la fisicità ed la fatica degli allenamenti

– insegnano che si può anche attaccare senza per questo essere violenti: in ogni colpo c’è tecnica, strategia, consapevolezza, finalità sportiva e non distruttiva.

Ecco dunque che la lotta e il combattimento più che uno scontro diverranno un’occasione in più d’incontro.
Un altro momento di evoluzione, in cui i cuori batteranno veloci e ogni azione, comunque vada, lascerà un segno importante in noi.

C.T.

 

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Litigi tra bambini

 

Litigi fra bambini

Piccoli grandi conflitti per diventare grandi

 

Giovanna (32 mesi) si avvicina sicura e determinata al tavolo di Matteo (35 mesi), e cerca di togliergli dalle mani la macchinetta con cui lui sta giocando. Matteo le dice :”No! Vai via” tenendo l’ oggetto stretto a sé,  Giovanna risponde dando uno spintone al bambino che si mette a piangere. Arriva poco dopo l’insegnante e  dice a Giovanna “se vuoi la macchina di Matteo prova a chiedergliela”, la bambina dopo averci riflettuto un po’ rivolgendosi all’amico dice”Mi dai la macchina?”, Matteo risponde “si” ed entrambi,  subito dopo, si mettono a giocare assieme dimenticando il litigio precedente.

L’esperienza conflittuale tra bambini è un processo dinamico molto frequente che fa parte del loro processo di crescita.

I piccoli per comprendere ed utilizzare correttamente le regole sociali (rispettare l’altro ) hanno bisogno di attivare,nel gruppo di pari, dei comportamenti che sono di cooperazione ma anche di competizione.

Di conseguenza, per noi psicologi, non esistono “bambini aggressivi” o “bambini socievoli “ ma piuttosto dei bambini che, nei diversi momenti dell’attività di gioco, hanno l’esigenza di sperimentarsi in ruoli contrapposti per poter capire come si fa ad ottenere l’obiettivo iniziale, ad uscire da una situazione scomoda o eventualmente sapere quando è opportuno chiedere l’aiuto dell’adulto.

In questa fase evolutiva ci piace considerare i bambini come a degli attori che, spinti dall’innata curiosità di sperimentarsi nel palcoscenico della vita, indossano tra una scena e l’altra diverse maschere che gli consentono di giocare, quasi contemporaneamente ,  i diversi ruoli che la scena (vita!) richiede.

Come si deve comportare l’adulto quando i bambini litigano? Pur non essendoci delle regole giuste o sbagliate, si possono  comunque individuare  delle linee guida che aiutano mamma e papà a gestire nel miglior modo possibile il litigio dei figli:

  • Gli episodi conflittuali devono essere sempre contestualizzati per evitare possibili fraintendimenti e facili etichettature che non rispecchiano la realtà.
  • E’ fondamentale censurare sempre il giudizio per evitare di cadere nella facile trappola di individuare il colpevole e la vittima. Spesso nelle liti tra bambini la verità sta in mezzo.
  •  Devono essere i bambini che, correttamente supportati dall’adulto, devono spiegare i fatti dell’accaduto, per poter dare voce ai loro bisogni e alle loro emozioni.
  • Aiutare i bambini a verbalizzare le proprie esigenze ed ascoltare quelle degli altri è un importante modo per sostenerli nel trovare delle soluzioni, senza che quest’ultime vengano dall’adulto

 

M.Z.