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Agli amici ed alle giornate uggiose

 

La condivisione.

Vi sono alcune giornate invernali che si mostrano più uggiose del solito:
una notizia spiacevole, una discussione a lavoro, una preoccupazione incombente.
E ci sono pesi che se portati da soli diventano spaventosi, imponenti ed appaiono irrisolvibili.

Poi però succede che squilla il telefono e ci sono due amici che hanno voglia di vicinanza e che sanno spartire la stessa giornata uggiosa.

Si tratta di saper condividere emozioni.

Con queste persone quelle che prima erano paura e tristezza a prevalere, tutto si trasforma in calore umano.

Darsi il permesso di condividere le emozioni, sotto forma di parole o gesti è ciò che di più speciale ed unico abbiamo come esseri umani.

E’ difficile perché occorre mettersi in gioco, dare fiducia e perché talvolta capita che scegliamo individui con cui condividere noi stessi e la nostra vita, che non sanno ascoltare e ne rimaniamo delusi.

Eppure non ne possiamo fare a meno, ce l’hanno spiegato in ogni modo e con ogni teoria scientifica, a noi oggi basta semplicemente guardare il mondo dei social:
uno dei clic più usati è quello sul tasto ‘Condividi’,
ovvero, ciò che ho letto e visto mi appartiene, lo riconosco e voglio che altri lo facciano con me.

Anche il marketing va in questa direzione: la campagna pubblicitaria della cioccolata lilla più famosa ha introdotto anche in Italia la “Condivisione di un momento di tenerezza”;
a mio parere una trovata tenera e geniale al tempo stesso.

Pertanto può essere che non abbiate un pc e nemmeno una connessione internet, che non vi piacciano i dolci, e che non vi interessi la pubblicità, ma sono sicura che non esiste un essere umano a cui non piaccia l’energia che si prova quando si è con persone a cui si vuole bene.

E se non avete amici o siete stati delusi, continuate a cercare perché esistono davvero …parola mia!

B.R.

 

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Parlare lo “stesso linguaggio”

 

Che cosa accade di diverso dal comune.

In ogni momento e per tutta la vita comunichiamo con amici, familiari, colleghi, amori, …

Spesso per poter essere compresi occorre alzare un po’ il tono della voce, o aumentare la dose di dolcezza, con altri invece serve maggiore fermezza, altri ancora richiedono ripetitività.

In ogni esperienza esiste un rituale comportamentale, derivante dalle norme sociali che ci accompagnano e che applichiamo automaticamente:
dal saluto iniziale, all’accoglienza verbale, alla ‘danza fisica’ di benvenuto.

Talvolta accade però che con alcune persone si percepisca la libertà di poter infrangere queste regole:
come se si potesse entrare in casa di qualcuno ‘togliendosi le scarpe’ ed andandosi ad accomodare dove ci si sente più liberi, senza che venga dato il permesso.

Ecco che in queste situazioni le risate sono vere risate di pancia; la preoccupazione per una certa condizione è realmente manifestazione della propria difficoltà, senza il timore del giudizio; le espressioni del volto ed i movimenti del corpo compensano le parole non espresse; i silenzi possono rimanere tali senza la necessità di riempirli.

Se ognuno di voi ha la fortuna di incontrare nella propria vita amici, un familiare, un collega, un amore che vi permette di sentirvi voi stessi, coltivatelo e prendetevene cura con delicatezza, senza in ogni modo indurre questo tipo di rapporto in rituali racchiusi nelle comuni regole sociali e senza dare a tutti i costi suggerimenti o aiuti all’altro quando non sono richiesti.

Lasciare libero ciò che nasce da un’innata naturalezza permette di godere l’uno dell’altro, attraverso uno scambio reciproco di umanità infinita che dura nel tempo, al di là degli eventi.

B. R.