“Essere povero di speranza equivale ad essere ricco di disperazione”

L’atto di sperare è una realtà che accomuna l’intera umanità ed indica un atteggiamento positivo o propositivo verso un certo risultato favorevole.

Speriamo di aver superato un esame, di avere una promozione, che un nostro caro possa guarire da una grave malattia, di essere ricambiati dalla persona che amiamo.

Sperare non è come credere: chi crede si aggrappa ad una certa idea a prescindere dai dati di realtà e ne è sicuro. Chi spera, invece, compie una valutazione della situazione e sa che le cose potrebbero anche andar male o diversamente da come si vorrebbe, ma si mantiene comunque positivo in ragione del fatto che le probabilità non sono completamente a sfavore e, per quanto poche, potrebbero portare ad un lieto fine.

La speranza, dunque, non rappresenta solo una valida motivazione al cambiamento ma anche un appropriato carburante per quest’ultimo, perché è proprio in virtù dell’attesa di quell’esito tanto bramato, che possiamo darci dentro e aumentare le chance di successo. È altresì una grande fonte di forza, perché l’aspettativa di un risultato positivo può spingerci a non demordere, portando a metterci in gioco in modi e maniere che in altre occasioni non avremmo mai ritenuto ci appartenessero.

Purtroppo però lo sperare in qualcosa porta con sé anche il serio rischio di trasformarsi in una fantasia magica o in un’illusione di certezza, avendo l’effetto contrario di trascinarci in un baratro da cui risalire può essere davvero difficile.

Ma non si può vivere senza sperare. Persone che hanno perso la speranza sono quelle che, a causa di situazioni traumatiche gravi o continuative nel tempo, assumono l’atteggiamento opposto: si pongono nell’ottica di chi, a fronte di varie possibilità, sarà capace unicamente di percepire come possibile quella più negativa. Smettono così di provare a cambiare le cose e vivono nell’ immobilismo. H. D. Johns ha scritto: “Essere povero di speranza equivale ad essere ricco di disperazione” (1984).

Quindi se nella giusta misura, ben bilanciato da lucidità e consapevolezza, è un atto lecito e utile, in quanto uno dei motori che reggono il vivere insieme ed elemento importante a supporto di una buona riuscita.

C.T.

 

 

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