I legami: tra vicinanza e vincolo.

I legami sono quelle particolari alchimie per cui certe particolari persone, animali o cose gravitano attorno alle nostre vite.

Alcuni di essi ci capitano, quelli dei primi anni di vita con i famigliari, la casa, quel primo peluche che è sempre stato con noi da che abbiamo memoria.
La maggior parte, però, ce li costruiamo o li scegliamo, li coltiviamo e, in taluni casi, li spezziamo.

L’essere umano nasce predisposto a formarli. Senza di essi nell’infanzia non riuscirebbe mai a cavarsela da solo. L’apprendimento e le situazioni delle vita lo porteranno poi ad affinare questo stato di cose.

I legami s’instaurano per colmare bisogni, per necessità, utilità e per piacere, possono essere più o meno forti a seconda di quanto decidiamo d’investirci e sempre ci caratterizzano.

Non sono solo piacevoli: di fatto la stessa parola “legame” indica sia un qualcosa che unisce ma anche qualcosa che può costringere.
Bisognerebbe sempre tenere a mente che le persone, con i loro bisogni e gusti, possono cambiare nel tempo e di conseguenza anche i legami, formati precedentemente su certe basi, si devono riaggiustare e riadattare, altrimenti rischiano di divenire un fardello.
Certo, con gli oggetti la questione è più semplice: se non trovano nuova collocazione al limite si buttano. Per le relazioni è sicuramente tutt’altra storia giacché si è in due.

Sarebbe bello se esistesse un manuale d’istruzione ma ogni situazione è davvero unica così come lo è anche ciascuno di noi. Quel che funziona con te potrebbe non funzionare con me.

Mi piace però pensare che al di là del caso specifico si possano fare delle considerazioni generali.

La prima è che, visto che siamo noi a crearli, sarebbe importante cercare di capire e di riflettere sul perché ci piacerebbe o ci piace il legame con quella data persona: di cos’è che andiamo realmente in cerca?

Poi, se ho un legame a cui tengo, non lo posso dare per scontato perché le cose vanno bene; il mio impegno verso di esso andrà mantenuto, coltivandolo perché non sfiorisca o, peggio, non appassisca.

Ancora, teniamo sempre a mente che le cose possono cambiare, anche se ci sforziamo di mantenerle così come sono: è la vita, e lo si può solo accettare.

Nelle difficoltà si può sempre cominciare a parlarne: il dialogo è sempre un ottimo inizio.

Infine è importante anche saper tagliare piuttosto che andare incontro ad un lento e doloroso strappo: non sarà facile, non sarà piacevole, ma vivere davvero significa anche saper lasciare andare, per poi voltarsi e ripartire, liberi e più maturi, verso un nuovo inizio.

C.T.

 

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