Perché talvolta 1+1= 1?

I porcospini di Schopenhauer ci parlano della relazione di coppia.

‘Un gruppo di porcospini infreddoliti cerca di scaldarsi a vicenda, ma per trovare la giusta lontananza da non farsi del male con i rispettivi aculei, né per essere troppo lontani per godere del calore reciproco, devono fare diversi tentativi per trovare la loro personale e perfetta distanza.’.

Schopenhauer parla in generale di coesistenza reciproca.
A noi, analiste transazionali, porta la mente ai legami d’amore ‘simbiotici’, l’esatto opposto della ricerca di una giusta distanza.

L’inizio di una storia d’amore gode della magia nel fare tutto insieme e dell’eccitazione che rende uguali gusti e desideri: essere una cosa sola.
Questa fase è necessaria per la conoscenza reciproca.

Esistono tuttavia rapporti che rimangono ‘simbiotici’, che non si evolvono, caratterizzati dalla totale dipendenza dell’uno verso l’altro, al punto da diventare inscindibili.
L’equazione apparentemente perfetta sarà: 1 + 1 = 1

Questo tipo di relazione crea disparità.
L’uno tende a sottovalutarsi rispetto all’altro e finirà per bloccarsi diventando incapace di:
– agire
– assumersi responsabilità
– prendere decisioni
– essere autonomo

Per far evolvere questo legame è fondamentale riconoscere la propria passività, la propria mancanza di autonomia, la necessità di rituali che portano a dover controllare e farsi controllare.

E’ arrivato il momento di fare come i porcospini di Schopenhauer:
trovare la giusta distanza, permettervi spazi che sono solo vostri, che potete raccontare al vostro compagno/a o tenere per voi solamente.
Riscoprire parti di voi dimenticate ed essere soddisfatti di sé, senza bisogno di conferme.

La vostra relazione di coppia avrà nuovamente l’equazione: 1+1= 2

B.R.

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