Come incide nella crescita di un bambino.

Entrare a far parte di una famiglia per primi, per secondi o per ultimi sembra, secondo recenti studi psicologici, un elemento significativo per lo sviluppo di ciascun bambino.

Negli anni ottanta, grazie alle ricerche di J.Dun, è stato confermato che la relazione tra i fratelli e i genitori, gioca un ruolo determinante nello strutturare l’identità di ciascun figlio.

E’ innegabile il fatto che ogni genitore si comporta e vive la relazione con il proprio figlio in modo differente ed unico.

Ogni bambino è pertanto incline ad avere esperienze diverse che lo portano inevitabilmente a strutturare il proprio carattere e la propria identità in modo inconsueto.

Di seguito descriviamo alcune delle caratteristiche, dovute all’ordine di nascita, che possono contraddistinguere un bambino.

Il fratello maggiore:
è lui che fonda la famiglia, che rassicura mamma e papà sulla loro fertilità e diviene per tutta la vita il punto di riferimento per gli altri fratelli.
A volte viene investito dai genitori ad avere un ruolo autorevole e quasi paterno che può essere vissuto dal bambino non sempre con soddisfazione e piacere.
E’ facile che siano predisposti ad avere caratteristiche decise, conformiste, ambiziose e competitive.

Il secondogenito:
se è il figlio di mezzo, tenta di identificarsi con il minore attraverso atteggiamenti infantili, ma vorrebbe assomigliare al maggiore da cui non sempre è considerato (R.Rufo; 2002).
Per queste dinamiche essi tendono ad essere flessibili, collaborativi e contraddistinti da spiccate abilità sociali acquisite dalla necessità di farsi “posto” tra il fratello più grande e quello più piccolo.

Il fratello minore:
è spesso il “cucciolo” di famiglia, sono molte le attenzioni e protezioni da parte degli adulti, talvolta eccessive, tanto da protrarlo troppo a lungo ad avere un ruolo infantile e privo di responsabilità.
Spesso gli ultimi nati sono spontanei, liberi e fortemente creativi, desiderosi di intessere relazioni in cui possono essere notati e curati amorevolmente.

Figlio unico:
fino agli anni ‘70, c’erano forti pregiudizi nei confronti delle famiglie composte da tre persone, nota era la “ sindrome da figlio unico”.
Attualmente, grazie alle ricerche maturate, si è riscontrato che il figlio unico struttura caratteristiche simili a quelle del primogenito: spesso sono cooperativi, responsabili e capaci di assumersi lealmente ruoli di responsabilità, perché cresciuti al di fuori delle dinamiche conflittuali tipiche della rivalità fraterna.

Ne consegue che i bambini tendano a strutturare un’identità differente da quella dei fratelli perché a seconda del loro ordine di nascita i genitori, più o meno consapevolmente, si comportano e vivono la relazione con il proprio figlio in modo assolutamente diverso ed unico.

Ciascun figlio ha un proprio temperamento ed arriva in momenti diversi della vita, per questo ognuno è un’avventura nuova e speciale.

M.Z.

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