L’azione?

È una parte di interiorità che si esprime.

 

Per reintrodurre nella nostra vita il movimento della vita stessa, vi sono timori che vanno respinti, abitudini che vanno messe in discussione, regole che vanno applicate, anche al prezzo di certi dolori: agire equivale ad esporsi, a fallire, ad essere giudicati.

Eppure il valore di una persona si costruisce anche su sogni infranti.

Evitando di sottrarci al reale possiamo aspirare a costruirci, svilupparci, espanderci, conoscerci, uscire dal bozzolo del nostro io.

Perché arrovellarsi è troppo inefficace, ma trarre insegnamenti dall’ azione rappresenta quello che si può fare di meglio per la propria autostima.

La crisi, indubbiamente un momento di difficoltà per molti oggi, può ad esempio fornire un’ energia nuova per ritrovare soluzioni di valore creando nuove condizioni per la propria esistenza.

Trovare la forza di ricostruirsi restando sensibile alle opportunità positive che la vita offre, pur immersa in circostanze avverse e contro ogni previsione, permette di fronteggiare le contrarietà dando slancio alle proprie azioni.

Compiere azioni decise, cercare opportunità per imparare, accettare il cambiamento di ciò che è possibile cambiare lasciando andare ciò che non sarà più; tutto questo aiuta  a prendere nuove direzioni, motivando il proprio agire.

Il desiderio di azione è in ognuno di noi e va ascoltato, capito e messo al servizio della nostra esistenza, perché ciò che si nutre di più dall’azione è la nostra autostima: l’immobilità rende fragili, il movimento ci salva.

Rolland dice:“Agendo, a volte si sbaglia. Non facendo niente, si sbaglia sempre.”

 

B.R.

 

 

 

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