A partire dalla scuola dell’infanzia, le classi sono costituite da bambini che hanno provenienze etniche, ceti sociali e abilità psicofisiche tra loro molto diversi.

La diversità è un aspetto di cui genitori ed insegnanti devono tenere seriamente in considerazione nel processo formativo dei più piccoli.

Ma … da dove nasce la diversità?

E’ un concetto che trova origine dal bisogno dell’uomo di aggregarsi in un gruppo, con la necessità atavica di ‘unire le proprie forze’, e rispecchia la natura dell’uomo come animale sociale.

Tuttavia questo meccanismo è un apprendimento che garantisce la sopravvivenza della specie e migliora la qualità di vita, non ha nulla a che fare con la diversità come valore.

Il bambino infatti è libero da condizionamenti culturali e religiosi, non sente la necessità di classificare le cose in “normalità” e “diversità”.
Il mondo è per lui abitato da moltissimi esseri viventi che sono legati da un unico fattore comune: vivere su questa terra.

La diversità, come un compagno in sedia a rotelle o il colore della pelle, è uno stimolo nuovo che alimenta la curiosità nello scoprire ciò che ancora non si conosce senza attribuirgli giudizio.

Chi ha il privilegio e la responsabilità di occuparsi dell’educazione dei bambini, deve rispettare e sintonizzarsi con la loro naturale predisposizione nel riconoscere la diversità nell’altro come dato di fatto, senza per questo avere l’esigenza di differenziare il “normale” dal “diverso “.

Sarebbe a nostro parere più utile, per noi grandi, liberarci dal sapere saccente ed osservare molto di più i bambini ed il loro mondo in cui la diversità non è un limite, ma una risorsa.

M.Z.

FacebookTwitterShare to Stumble UponMore...