I segreti racchiusi nei disegni dei bambini

Tutti si divertono a disegnare.

Quando i bambini sono in grado di tenere un pennarello in mano si sbizzarriscono a scarabocchiare, tirare righe, rappresentare cerchietti non solo sul foglio ma, per la gioia di mamma e papà, in qualunque superficie gli capiti sotto mano.
Questi segni, apparentemente indecifrabili, racchiudono invece discorsi eloquenti e sensati rivolti, prima di tutto ai loro genitori:

– Il tratto in generale esprime cosa il bambino ha disegnato:
“questo è il cane, lei è la mamma e questo sono io”,
– il colore veicola un’emozione provata:
l’uso di tinte forti può voler esprimere un forte coinvolgimento emotivo,
– le dimensioni utilizzate rivelano aspetti del sé:
il bambino con buona autostima tende a rappresentarsi in grande
– la posizione dei personaggi nel foglio mette in luce dinamiche interpersonali:
il fratellino viene disegnato lontano da mamma e papà!

Per questi motivi gli adulti devono prestare molta attenzione ai segnali grafici lasciati dai piccoli perché i bambini non conoscono altri modi per parlarci di loro, per farci accedere ai loro desideri, alle loro paure e per darci delle informazioni chiare su come vivono i rapporti con il gruppo di pari e con gli adulti.

Quando il bambino descrive a mamma e a papà cosa ha disegnato, si instaura tra loro un arricchente scambio comunicativo che ha il compito sia di rafforzare il legame tra genitori-figli sia di riuscire per l’adulto ad accedere facilmente al mondo interiore del piccolo, che si avvale dell’uso della carta e dei colori per parlare.

E’ importante che anche a scuola si incentivi maggiormente l’espressione del disegno libero (disegna ciò che vuoi) limitando quello direttivo (disegna un albero, una casa, un gatto), ricordandosi poi di gratificare il bambino (hai fatto un capolavoro, sei stato bravissimo) che aspetta sempre con ansia una nostra conferma sul “lavoro” fatto.

 

M.Z.

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