Vivere la separazione dei genitori.

I ‘Gruppi di Parola’ come forma di aiuto.

La separazione o la minaccia di separazione dei genitori rappresenta sempre un  momento difficile che va a destabilizzarle l’equilibrio emotivo dei figli.

Quando mamma e papà decidono di non stare più assieme, quasi sempre, il bambino deve “fare i conti” con la sua paura di perdere l’uno o l’altro genitore o eventualmente di  doversi alleare con quello che lui reputa più fragile e sofferente.

La frattura della coppia genitoriale produce nei figli, soprattutto se piccoli,  un “terremoto emotivo” indotto dall’inevitabile perdita dei loro punti di riferimento di vicinanza e di sicurezza affettiva e per l’inevitabile necessità di trovare un nuovo modo di stare con mamma e papà.

A volte la sofferenza provata dai figli non può essere assorbita all’istante, poiché una corretta elaborazione richiede del tempo  e  adeguate  attenzioni da parte dei genitori e degli adulti che si occupano di loro.

I bambini quindi, sono direttamente coinvolti nella separazione: non sanno a chi confidare la loro sofferenza a volte  sono incapaci di esprimere la rabbia, la paura  e i loro dubbi su come comportarsi con mamma e papà.

Esiste uno strumento particolarmente efficacie per aiutarli a superare il difficile momento che stanno vivendo: i genitori possono iscrivere il figlio ad un  gruppo di parola.

Sono gruppi condotti da psicologi adeguatamente formati che hanno il compito di aiutare i piccoli partecipanti a stemperare il dolore provato e ad impossessarsi di nuove risorse e strategie personali per stare bene in un contesto familiare che è diverso da quello precedente.

La partecipazione ai gruppi di parola offre al bambino la possibilità di confrontarsi, di esprimere i suoi vissuti e le sue emozioni in un contesto protetto e rassicurante.

Solitamente la durata é di quattro incontri, di due ore, dove i partecipanti sono “tutti sulla stessa barca”  perché condividono la  medesima esperienza.

Sarà così che mediante la professionalità dei conduttori e l’ausilio di specifiche tecniche psico-educative (disegno, gioco dei ruoli, storie ecc..) i bambini potranno:

– trovare soluzioni pratiche ai problemi di riorganizzazione familiare

– identificarsi gli uni con gli altri per far tesoro delle reciproche esperienze

– uscire da quel sentimento di solitudine e di disperazione che se non correttamente gestito può condizionare la loro crescita.

Si tratta di un ottimo strumento per i bambini, ma anche per i genitori che si ritrovano in parte alleggeriti dalla preoccupazione, per un situazione di vita inevitabile e dolorosa anche per un adulto.

 

M.Z.

 

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