Senza minare la loro autostima.

Quando ci arrabbiamo può capitare che, presi del nervosismo e dalla frustrazione, ci sfoghiamo con la persona che abbiamo davanti, di solito a noi cara, con parole e frasi che vanno a colpire la sua autostima.

Questo può avere diversi risultati: passiamo da una prima fase in cui ci sentiamo liberi e svuotati ad un’altra in cui ci pentiamo amaramente di quello che abbiamo detto e proviamo rimorso. Nella persona che riceve il nostro sfogo il risultato può essere è un misto di emozioni negative come umiliazione, frustrazione, rabbia, tristezza.

Come possiamo arrabbiarci con i nostri figli senza arrivare a svalutarli? Come possiamo fargli capire che non siamo d’accordo con quello che fanno senza minare la loro autostima?

È importante riflettere sulla differenza tra ESSERE e FARE.
Se noi ci sfoghiamo prendendo come bersaglio l’Essere di nostro figlio, lui ne uscirà ferito e disarmato, se invece ci spostiamo sul suo comportamento lasciamo che lui possa riflettere su quello che ha Fatto e in questo modo la sua autostima non verrà toccata.

Facciamo degli esempi:
invece di dire “sei un disastro” diciamo “hai fatto un disastro”,
invece di dire “sei arrogante” diciamo “ti sei comportato da arrogante”.
Perché l’autostima è minata? Perché se il bambino pensa di essere un disastro, non sa proprio come fare per diventare qualcosa di diverso, se invece pensa di aver fatto un disastro può capire e imparare come non farlo più. Per questo è importante anche comunicare che cosa non ci piace e perché rispetto al suo comportamento.

Tutto questo permette alla persona di fare chiarezza e di distinguere chi è da quello che fa.

Noi amiamo i nostri figli per il semplice fatto che sono i nostri figli, a prescindere da quello che fanno. Noi su questo non abbiamo dubbi, ma i nostri figli si.
Possiamo dire ai nostri figli che li amiamo e possiamo anche dirgli che cosa ci piace di loro in modo che possano ricordarselo, sempre.
E non permettiamo che credano che quello che fanno di sbagliato lo metta in discussione, mai.

 

G.R.

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