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L’Analisi Transazionale è una corrente della psicologia umanistica-esistenziale fondata da Eric Berne i cui presupposti filosofici sono:

 – ogni individuo è ok (va bene così com’è):

le persone sono uguali tra loro ed ognuna ha valore in quanto persona, indipendentemente dalla sua razza e dal suo contesto socio-culturale;

– ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi:

ognuno può decidere che cosa fare della propria vita ed ha la capacità di crescere e di imparare qualunque esperienza abbia avuto, anche negativa;

– le decisioni prese possono essere modificate:

ciascuna persona prende nella propria vita delle decisioni e ne è responsabile, ed è anche responsabile di cambiarle quando non sono più funzionali;

– contrattualità tra paziente e terapeuta:

la relazione terapeutica è vista come un accordo tra terapeuta e cliente, i quali hanno una responsabilità congiunta nel lavorare per raggiungere gli obiettivi di terapia definiti in modo chiaro e specifico.

L’Analisi Transazionale fonda e costruisce i suoi principi su un’analisi della comunicazione verbale. Le interazioni sono costituite dalle transazioni: gli scambi comunicativi verbali che possono essere diretti e sani o ambigui e distruttivi. Quando la persona interagisce con l’altro lo fa partendo da uno dei tre diversi Stati dell’Io: Genitore, Adulto, Bambino.

Gli Stati dell’Io sono un insieme di comportamenti, pensieri ed emozioni.

Stato dell’Io GENITORE: tutto ciò che abbiamo incorporato in termini di comportamenti, pensieri ed emozioni dalle relazioni con le figure significative: genitori, parenti, maestri, insegnanti e tutte quelle persone autorevoli che abbiamo incontrato durante la nostra infanzia e adolescenza.

Stato dell’Io ADULTO: indica la capacità di elaborare le informazioni e agire in maniera coerente con la situazione che ci troviamo ad affrontare nel presente. Possiamo definirlo un mediatore tra i messaggi che provengono dal Genitore e dal Bambino.

Stato dell’Io BAMBINO: tutti quei comportamenti, pensieri ed emozioni che risalgono alla nostra infanzia.

Il terapeuta guida il paziente al riconoscimento e alla consapevolezza dei propri Stati dell’Io affinché egli possa utilizzarli tutti, migliorando così la qualità della propria vita e delle proprie relazioni.

Il fine della terapia è l’acquisizione o il recupero dell’autonomia della persona, intesa come capacità di utilizzare le proprie risorse e competenze per fare delle scelte efficaci e funzionali in relazione ai propri desideri e sulla base del contesto in cui vive. Essere autonomi vuol dire liberare o recuperare tre capacità: consapevolezza, intimità e spontaneità.

Per consapevolezza si intende quando siamo in contatto con le nostre sensazioni e sappiamo cosa proviamo, l’intimità invece è quando siamo capaci di condividere liberamente le emozioni, i pensieri e i comportamenti con un’altra persona, mentre con spontaneità si indica la capacità di reagire in maniera efficace a quello che avviene intorno a noi utilizzando liberamente tutti e tre gli Stato dell’Io.

Il compito del terapeuta è quello di aiutare il paziente a capire in che modo si è bloccato dal risolvere i suoi problemi, in che modo può cambiare alcune parti di sé e in che modo può raggiungere i suoi obiettivi.

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