Come mai è così importante?

Matilde è una bambina di tre anni che con sguardo triste e malinconico si avvicina alla maestra per essere abbracciata trovando così, il modo per contenere la sua tristezza a causa della separazione dalla mamma.

Giovanna e Francesco sono una coppia di giovani genitori che si scambiano un lungo e caloroso abbraccio, per condividere la felicità di aver dato la vita alla loro bambina.

Giuseppe è un signore di età avanzata che riesce a stemperare il suo dolore per la perdita della moglie, grazie all’abbraccio rassicurante e avvolgente dei sui figli.

L’abbraccio è un gesto semplice, comune, spontaneo e naturale

Ma perché è così importante abbracciare e farci abbracciare?

L’abbracciare, ci fa tornare indietro nel tempo, ci proietta inconsapevolmente alla nascita quando nostra madre, una volta venuti al mondo, ci ha accolti e rassicuranti tra le sue braccia aiutandoci così a sentirci parte integrante del mondo.

Ogni qual volta infatti incontriamo un’altra persona per mezzo dell’interazione fisica rievochiamo senza saperlo, il contatto con il corpo materno ritrovando armonia e avvolgente senso di appartenenza sperimentati per la prima volta nella vita intrauterina.

Esso accompagna le nostre giornate ed ha il beneficio di incorniciare le emozioni.
Con l’abbraccio, si entra “in contatto” con l’altro.

Ci si mostra per quello che si è, perché si riesce a sintonizzarsi con la propria autenticità rendendo più facile e fluido lo scambio, tra ciò che si può donare con quello che si può ricevere.

Una magica fusione rassicurante di condivisione ed unicità.

L ’abbraccio è quindi una linfa vitale che nel corso della vita nutre il nostro corpo aumentando in esso l’ossitocina e dà libertà alla nostra anima.

Da parte mia auguro ad ognuno di dare e ricevere molti abbracci per scambiare vicinanza emotiva, comprensione ed universale bisogno di essere parte integrante di un sistema comune e condivisibile, sentendovi così meno soli e per questo più capaci di affrontare le difficoltà del divenire.

M. Z.

 

 

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